il valore dell'agente al femminile Noi cinghia di trasmissione del Paese Le scrivo ancora con la rabbia in corpo dopo aver letto l'articolo di Giovanni Trovati su Il Sole 24 Ore,
Lettere al Direttore 12 Giugno 2026

Caro Direttore,

Di Redazione

Le scrivo, ancora con la rabbia in corpo dopo aver letto l’articolo di Giovanni Trovati su Il Sole 24 Ore, in cui veniamo accostati senza mezzi termini a venditori ambulanti e concessionari in una presunta “mappa del rischio evasione”. Ma stiamo scherzando?

Faccio l’agente di commercio da vent’anni e so bene cosa significa stare su strada. Ogni singolo centesimo che entra sul mio conto corrente è certificato alla fonte. Le mie mandanti emettono i conteggi, le provvigioni viaggiano esclusivamente su fatturazione elettronica e bonifici bancari, e siamo costantemente radiografati sia dal fisco che da Enasarco. Com’è possibile che una testata così autorevole confonda un basso punteggio ISA – che spesso fotografa solo la crisi del mercato e l’aumento spaventoso dei nostri costi gestionali – con l’evasione fiscale?

Esprimo il mio totale plauso alla presa di posizione di USARCI. Dobbiamo pretendere una rettifica ufficiale e immediata. Ne va della nostra reputazione professionale davanti ai clienti e alle stesse aziende mandanti. Non siamo una categoria di “infedeli”, siamo il motore economico del Paese e pretendiamo rispetto.

Marcello R., Agente Plurimandatario – Bologna

Carissimo Collega,

​mi avete scritto in tanti, profondamente colpiti dall’articolo pubblicato dal Sole 24 Ore in merito alla presunta evasione fiscale degli agenti di commercio.

​Purtroppo, buona parte di quanto accaduto è da attribuire alla riforma dei codici ATECO. Nel ridefinire le varie attività, questa riforma ha eliminato ogni reale distinzione tra procacciatori, agenti e venditori in genere, accorpandoli di fatto in un unico macro-settore statistico. Questo cortocircuito fa sì che gli agenti di commercio vengano ingiustamente associati a indici di evasione superiori rispetto ad altre categorie.

​Come sindacato avevamo già segnalato tempestivamente alle autorità competenti che sarebbero sorti problemi di questa natura, ma purtroppo non siamo stati ascoltati. Avrete sicuramente notato che siamo stati l’unica sigla sindacale a protestare con forza in più occasioni, sia nei confronti della testata giornalistica sia direttamente presso il MEF, dove sanno perfettamente che la nostra categoria – operando in un regime di totale tracciabilità provvigionale e contributiva – non ha margini per l’evasione fiscale.

​Restiamo in prima linea a difesa dell’onorabilità della nostra professione.

​Un caro saluto, il Dir. Giovanni di Pietro

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