Un professionista al volante del suo veicolo aziendale riflette sull'impatto dei costi auto agenti di commercio sui margini dei mandati.
Editoriale del Direttore 6 Giugno 2026

L’auto è il nostro vero ufficio, ma i costi erodono i mandati:

Di Giovanni Di Pietro - Presidente Nazionale USARCI

La voce viva dal grande sondaggio USARCI

Per noi agenti di commercio, l’auto non è un semplice mezzo di trasporto: è il nostro ufficio itinerante, il luogo silenzioso dove si preparano le trattative, si fanno le telefonate decisive e si consumano i pranzi veloci tra una tappa e l’altra. Eppure, oggi questa dedizione si scontra con un muro di realtà sempre più difficile da scalare: un’età media che continua a salire, un ricambio generazionale che stenta a decollare e, soprattutto, costi di mobilità che erodono silenziosamente i nostri margini.

L’agente di commercio moderno,

è un professionista tenace, che passa la vita al volante e che guarda ancora al motore termico come a una scelta di concretezza e affidabilità, di fronte alle troppe incertezze dell’elettrico. Ma è anche una persona che chiede, a gran voce, tutele fiscali più giuste, perché la pressione economica sugli spostamenti è diventata una zavorra non più sostenibile.

A dircelo non sono solo sensazioni, ma dati solidi e inequivocabili. L’ultimo questionario promosso da USARCI ha raccolto ben 4.453 risposte dirette da una platea di 120.000 colleghi contattati. Con un margine di errore inferiore all’1,5%, questa indagine va oltre la fredda statistica: ci restituisce uno spaccato vero, nitido e profondamente umano della realtà nazionale della nostra categoria.

I dati anagrafici

raccontano una storia chiara, fatta di grande esperienza ma anche di solitudine generazionale. La nostra è una categoria matura: ben il 69,7% degli intervistati ha superato i 55 anni, portando con sé un bagaglio di competenze inestimabile. Dall’altra parte della bilancia, però, la fascia dei giovani under 40 rappresenta appena il 2,56% del totale. È un campanello d’allarme che non possiamo ignorare: esiste un evidente e urgente problema di ricambio generazionale che va affrontato con coraggio e lungimiranza.

A livello operativo, la vita del plurimandato si conferma come la norma, non l’eccezione: il 69,80% dei colleghi gestisce più mandati contemporaneamente (con il 26,16% che ne porta avanti coraggiosamente tra 3 e 5), mentre il monomandato si ferma a un più contenuto 20%. I settori che vedono i nostri colleghi in prima linea sono guidati dall’Alimentare e bevande (12,85%), seguito dai Servizi finanziari (6,51%) e dal Tessile-abbigliamento (5,86%). Dietro queste percentuali ci sono volti, famiglie e un impegno quotidiano per tenere in piedi il proprio business.

Al volante per necessità:

il Diesel resta il “Re” L’auto non è un capriccio o un lusso, è il nostro strumento di lavoro imprescindibile. I numeri sulla mobilità parlano di una dedizione impressionante: il 76,4% degli agenti percorre più di 30.000 km all’anno, con una fortissima concentrazione nella fascia tra i 30.000 e i 50.000 km (51,85%).

Di fronte a queste percorrenze, la scelta della motorizzazione non lascia spazio a dubbi, ideologie o imposizioni dall’alto, ma risponde a una logica di pura sopravvivenza professionale: • Diesel: 77,54% • Benzina: 10,42% • Ibrida (Benzina): 5,39% • Elettrico puro e Plug-in: percentuali infinitesimali (rispettivamente 0,81% e 0,72%).

Non si tratta affatto di una chiusura mentale verso la transizione ecologica, ma di una necessità legata alla attività, alla  cultura alla economia.

Chi deve coprire centinaia di chilometri ogni giorno, spesso in zone remote, non può permettersi i tempi morti della ricarica o l’ansia da autonomia legata a una rete infrastrutturale ancora inadeguata. L’affidabilità, la robustezza e il comfort sono priorità assolute, come dimostra anche la naturale preferenza per i marchi premium tedeschi (BMW, Mercedes, Volkswagen e Audi si confermano nelle prime quattro posizioni del nostro parco auto).

Anche sul fronte finanziario si cerca la certezza: il finanziamento tradizionale (38,24%) e l’acquisto in contanti (22,73%) superano insieme il 60%, staccando nettamente formule come il noleggio a lungo termine (16,60%). Tuttavia, questa totale e necessaria dipendenza dai carburanti tradizionali ha un rovescio della medaglia pesante: l’impennata dei prezzi alla pompa colpisce come un macigno i margini operativi degli agenti, creando forti situazioni di stress economico, specialmente per chi fatica a superare le fasce provvigionali medio-basse e vede erodersi il frutto del proprio sudore.

Un agente di commercio alla guida della propria auto aziendale mentre effettua una telefonata di lavoro, focalizzato sul tema dei costi auto agenti di commercio.

La battaglia fiscale di USARCI.

I dati emersi da questo sondaggio non sono semplici numeri da archiviare, ma si trasformano per USARCI in un mandato politico e sindacale chiaro e inderogabile.

“Poiché la quasi totalità della categoria si affida ai carburanti tradizionali e macina decine di migliaia di chilometri all’anno, non possiamo più accettare limiti di deducibilità fiscale obsoleti, ingiusti e inadeguati”.

USARCI continuerà a fare pressione a tutti i livelli governativi per ottenere un incremento strutturale e reale delle deducibilità fiscali legate ai costi energetici e all’acquisto dei veicoli ad uso strettamente professionale. Il nostro lavoro garantisce il movimento e il respiro del PIL nazionale, ed è giunto il momento che lo Stato riconosca finalmente l’auto dell’agente per quello che realmente è: uno strumento essenziale di produzione di reddito, non un frivolo bene di lusso.

Fiducia nel sindacato e uno sguardo al futuro.

Il sondaggio ha infine voluto misurare il polso della percezione di USARCI tra gli intervistati, restituendo un risultato che ci riempie di orgoglio: un voto medio di reputazione pari a 7,57 su 10, con l’8 come voto più frequente (moda). Si tratta di un legame di fiducia solido e profondo, trainato dall’eccellenza e dalla concretezza dei nostri servizi storici, come la gestione delle vertenze, la contabilità, la consulenza e le pratiche Enasarco.

C’è però un dato particolarmente interessante che ci indica la strada da percorrere: l’18,10% dei rispondenti ha dichiarato esplicitamente di voler ricevere maggiori informazioni sui servizi che eroghiamo. Per USARCI, questo non è un dato marginale, ma rappresenta un bacino immediato, prezioso e pieno di potenziale. Raccogliamo questa sfida con entusiasmo, pronti a lanciare nuove campagne informative mirate (ad esempio sulla contabilità online e sulla tutela contrattuale), con un obiettivo preciso e sentito: far sì che nessun collega si senta mai solo o smarrito a bordo del proprio “ufficio a quattro ruote”.

di Giovanni Di Pietro

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