il valore dell'agente al femminile Noi cinghia di trasmissione del Paese Le scrivo ancora con la rabbia in corpo dopo aver letto l'articolo di Giovanni Trovati su Il Sole 24 Ore,
Lettere al Direttore 12 Giugno 2026

Noi, la cinghia di trasmissione del Paese, trattati come evasori. 

Di Redazione

Noi cinghia di trasmissione del Paese – Direttore Stimatissimo,

Le rubo pochi secondi per dare sfogo all’amarezza di tanti colleghi della mia zona.

Il titolo de Il Sole 24 Ore che ci definisce “infedeli” fa male, specialmente in un momento storico in cui fare l’agente di commercio richiede sacrifici enormi.

Noi siamo il collegamento operativo quotidiano tra le fabbriche e i negozi, presidiamo i territori e creiamo ricchezza per il sistema Italia.

Venire dipinti come evasori sulla base di calcoli astratti e decontestualizzati distrugge il valore sociale della nostra professione.
Come ha giustamente rimarcato il sindacato, l’equilibrio informativo è un dovere.

Grazie per lo spazio che la Vostra rivista dà a queste battaglie di civiltà giuridica ed economica. 

Non facciamo un passo indietro contro queste generalizzazioni offensive.

Firmato, Andrea M., Agente di Commercio Monomandatario – Pescara

Carissimo Collega,

​mi avete scritto in tanti, profondamente colpiti dall’articolo pubblicato dal Sole 24 Ore in merito alla presunta evasione fiscale degli agenti di commercio.

​Purtroppo, buona parte di quanto accaduto è da attribuire alla riforma dei codici ATECO. Nel ridefinire le varie attività, questa riforma ha eliminato ogni reale distinzione tra procacciatori, agenti e venditori in genere, accorpandoli di fatto in un unico macro-settore statistico. Questo cortocircuito fa sì che gli agenti di commercio vengano ingiustamente associati a indici di evasione superiori rispetto ad altre categorie.

​Come sindacato abbiamo già segnalato tempestivamente, alle autorità competenti, che sarebbero sorti problemi di questa natura. Purtroppo non siamo ascoltati. Avrete sicuramente notato che siamo stati l’unica sigla sindacale a protestare con forza in più occasioni, sia nei confronti della testata giornalistica sia direttamente presso il MEF dove sanno perfettamente che la nostra categoria – operando in un regime di totale tracciabilità provvigionale e contributiva – non ha margini per l’evasione fiscale.

​Restiamo in prima linea a difesa dell’onorabilità della nostra professione.

​Un caro saluto, il direttore Giovanni Di Pietro

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