C’è un sentimento che serpeggia tra i colleghi, un mix di disprezzo e quasi odio verso l'Enasarco.
Cagliari 30 Aprile 2026

Agenti di Commercio: se il nemico siamo noi stessi, il sindacato è l’unica difesa

Di usarci

Perché firmare contratti senza controllo e ignorare l’associazionismo sta distruggendo la nostra categoria e le nostre provvigioni.

C’è un sentimento che serpeggia tra i colleghi, un mix di disprezzo e quasi odio verso l’Enasarco. Sia chiaro: l’Ente ha assoluto bisogno di un cambiamento profondo. Il nuovo sistema del FIRR, in vigore dal 1° gennaio 2024, ne è la prova lampante: farraginoso, complicato e distante dalle necessità quotidiane di chi sta sulla strada. Ma dobbiamo essere onesti con noi stessi: le occasioni per cambiare le cose ci sono state, specialmente durante le votazioni. Eppure, abbiamo assistito al solito, quasi totale, assenteismo degli Agenti.

Sindacato e associazionismo: la forza dei numeri contro lo strapotere delle mandanti

Molte critiche vengono rivolte anche alle associazioni sindacali, spesso in modo ingiusto. Ci dimentichiamo che dietro quelle sigle ci sono colleghi, Agenti come noi, che operano come volontari (penso a realtà come l’Usarci) e non come funzionari stipendiati.

Il punto è semplice: se non partecipiamo, se non ci iscriviamo, il sindacato e associazionismo restano deboli. Le mandanti, al contrario, sono organizzate, preparate e supportate da migliaia di associati che pagano quote importanti. Loro sanno bene che un esercito disunito non fa paura a nessuno. Il pericolo reale per la nostra professione non è l’Enasarco e non è il sindacato; il pericolo siamo noi quando decidiamo di restare isolati.

L’errore fatale: confondere la previdenza con i contratti

Sento troppi colleghi convinti che esista un misterioso “contratto nazionale” o un “contratto Enasarco” che li tuteli a prescindere. È un errore gravissimo. L’Enasarco è un ente previdenziale, non entra nel merito delle dinamiche contrattuali.

Firmare contratti con clausole capestro senza nemmeno leggerli, sperando in una protezione superiore che non esiste, è un suicidio professionale. Solo al momento del recesso ci si accorge del peso di ciò che si è sottoscritto:

  • Mancanza di esclusiva e clientela direzionale.
  • Budget fantasiosi e provvigioni irrisorie.
  • Pagamenti trimestrali a 45 giorni sull’incassato (che significa vedere i soldi, se va bene, due volte l’anno).
  • Richiesta di programmi giro visite settimanali anche per i plurimandatari.
  • Assenza di rimborsi per fiere e riunioni (un peso insostenibile specialmente per i colleghi sardi che devono viaggiare verso il continente).

Sindacato e associazionismo: prevenire è meglio che cercare miracoli

Molti colleghi arrivano nelle sedi associative solo dopo aver firmato e subito il danno, pretendendo miracoli. Ma la realtà è che il nostro peggior nemico siamo noi stessi quando non ci difendiamo preventivamente.

Prima di mettere una firma che potrebbe condizionarvi per anni, fate controllare il documento da un’associazione. Dobbiamo farci rispettare: se continuiamo a cedere su ogni fronte, tra poco le provvigioni non copriranno nemmeno il costo della benzina. In una fase iniziale, specialmente per zone senza clientela, è legittimo pretendere dalle mandanti almeno un modesto fisso.

Non restate in balia degli eventi e dello stress. La solitudine dell’agente di commercio finisce dove inizia la partecipazione collettiva.

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