Il recente provvedimento d'urgenza varato dal Governo ha acceso un faro su una disparità di trattamento che sta mettendo in ginocchio migliaia di lavoratori.
Cosenza 30 Aprile 2026

Professionisti della strada dimenticati: il caro carburante affossa gli agenti di commercio

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Il paradosso del taglio accise: perché le agevolazioni non bastano e come pesano sulle imprese calabresi.

Il recente provvedimento d’urgenza varato dal Governo ha acceso un faro su una disparità di trattamento che sta mettendo in ginocchio migliaia di lavoratori. Il taglio delle accise sui carburanti, infatti, non è uguale per tutti. Mentre il grande autotrasporto gode di canali preferenziali, i “professionisti della strada” — agenti di commercio, piccoli autotrasportatori, tassisti e bus operator — restano di fatto esclusi dai benefici più significativi.

Nonostante lo sconto generalizzato alla pompa, queste categorie continuano a fare rifornimento a prezzi che, pur calmierati, non bastano a compensare un’inflazione industriale fuori controllo. In particolare, per gli agenti di commercio e chi gestisce piccoli autocarri, il bonus riservato ai mezzi pesanti resta un miraggio, lasciando l’intero aggravio dei costi sulle spalle del singolo professionista.


I numeri della crisi in Calabria: 8.000 imprese nel mirino del rincaro

La situazione regionale è allarmante. In Calabria, la questione dei costi energetici riguarda ben 8.408 imprese, realtà che rappresentano il cuore pulsante del sistema logistico e dei servizi locali (circa il 5,42% del totale regionale).

Analizzando i dati, emerge una prevalenza schiacciante di chi la strada la vive ogni giorno come ufficio:

  • Agenti di commercio: 5.729 imprese (oltre il 90% del comparto).
  • Piccoli autotrasportatori e traslochi: 2.275 aziende.
  • Taxi e NCC: 260 operatori.
  • Bus operator: 144 realtà.

A livello provinciale, la pressione è massima su Cosenza (2.789 imprese) e Reggio Calabria (2.727), seguite da Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia. Per tutti questi lavoratori, il diesel non è solo un costo di trasporto, ma una materia prima essenziale il cui prezzo è aumentato, dall’inizio dell’anno, di oltre il 20%.


La stangata annuale: 12.000 euro in più per ogni mezzo

Nonostante la riduzione delle accise di circa 20 centesimi, il divario rispetto al 2025 resta incolmabile. Per un autocarro con massa inferiore alle 7,5 tonnellate — mezzo tipico per molti piccoli trasportatori e per le attività di logistica leggera — fare il pieno costa oggi circa 172 euro in più rispetto a pochi mesi fa. Ministero

Su base annua, questa dinamica si traduce in una “tassa occulta” di circa 12.350 euro per singolo mezzo. Una cifra che per un agente di commercio o un piccolo artigiano non è ammortizzabile né recuperabile, andando a erodere direttamente il reddito familiare e la stabilità aziendale.

Agenti di commercio e agevolazioni: un credito d’imposta che esclude i piccoli

Il vero nodo della discordia riguarda il credito d’imposta. Se per i mezzi pesanti è stata prevista una forma di ristoro commisurata alla maggiore spesa sostenuta, per i veicoli leggeri e le auto degli agenti di commercio non è stato previsto alcun paracadute specifico.

Ci troviamo di fronte a una categoria che percorre centinaia di migliaia di chilometri l’anno, fondamentale per il fatturato delle mandanti e per l’economia del territorio, ma che viene trattata alla stregua di un utente privato “consumer”. Senza un intervento mirato o un’estensione delle tutele contrattuali, il rischio è la paralisi: molte imprese calabresi potrebbero trovarsi a lavorare in perdita, con i costi di trasferta che superano le provvigioni maturate.

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